Quando l'Alberto Angela inglese accorse in mio aiuto... (più o meno)
La mattina dopo la nostra prima discussione sembrava che le acque si fossero calmate, ma il mio disappunto aleggiava ancora nella stanza.
Come sempre, si alza per primo e mette su Ain't no sunshine per farmi svegliare mentre lui è sotto la doccia. Sto ancora un po' stesa a guardare il soffitto "Magari è stata la stanchezza a fargli dire quello che ha detto... magari è stata la stanchezza a farci discutere... magari..."
Così comincio a curiosare nella sua stanza, e mi rendo conto che è assolutamente e terribilmente in ordine... nel senso, non che non me ne fossi accorta, ma qui era QUASI un ordine militare: cassetti e armadio perfetti, poco ci mancava che fossero in ordine di colore, quaderni e libri sulle mensole invece lo erano: una materia, un colore, dal più chiaro al più scuro, in ordine di altezza. Scrivania vuota, il mac e il planner appeso alla bacheca.
Mi sporgo per controllare che non abbia messo anche me sul calendario, sai che bello?
"Martedì h 10-16, lezione
Martedì h 18, arrampicata
Martedì h 21.30, Alice"
Ma no, a quel punto non è ancora arrivato. Ancora.
"Ti sei alzata!" com'è che è tutto allegro ora? "Vado a prepararti la colazione"
E se ne va.
Lo raggiungo 10 minuti dopo, il caffè è quasi pronto, le uova stanno friggendo, il succo, i toast e la Nutella sono già sulla tavola, perfettamente apparecchiata. Tutta questa perfezione comincia a stordirmi... magari ho solo bisogno di caffeina.
Lui raggiante come se niente fosse... va a vedere che quella strana sono io...
Guardo l'orologio SHIT! Devo muovermi, tornare a casa a prendere lo zaino e andare a lezione!
Ah, meglio scrivere a Cate, ricordarle che oggi è il grande giorno, perché sarà LUI a fare lezione. Non possiamo permetterci di arrivare in ritardo, dobbiamo guadagnarci posti in prima fila.
Lava i piatti di corsa, corri a prendere la tua roba, "Buona lezione, stasera pancake?", "Si, devo correre, a stasera". E si corre. Bussa da Caterina "Pronta? Dai! Io vado a prendere le mie cose".
Prendi, e corri di nuovo per il campus.
Per favore per favore per favore per favore... passa accanto all'Arts Centre, catapultati per la discesa, passa davanti la biblioteca, e fiondati nel dipartimento di chimica.
Si, nel dipartimento di chimica hanno aule enormi, quindi le lezioni estremamente affollate le fanno lì.
Anche letteratura greca.
Arrivi fuori dall'aula, in anticipo, e senza quasi nessuno in attesa.
Appena si aprono i battenti, i posti in prima fila sono i nostri.
Trepidanti, cominciamo a blaterare blaterare, ancora non le racconto di ieri, quello lo farò dopo, davanti a una tazza di cioccolata fumante.
C'è un gran vociare in aula, dove su circa 250 saremmo 225 ragazze, come minimo. E tutte continuiamo a girarci, a sussurrare, a parlare, "Quando arriva? Quando arriva?"
Di colpo, cala il silenzio, e LUI fa la sua entrata.
Sono piuttosto convinta che al suo apparire ci sia stato un sospiro sognante generale.
Perché?
Perché il professore responsabile di pressoché tutto il dipartimento di Lettere Classiche di Warwick (che non a caso è uno dei migliori del Regno Unito), è la versione British del nostro Alberto Angela:
Michael Scott.
Michael Scott, che a lezione c'è e non c'è perché è spesso in viaggio per girare i suoi documentari con la BBC. Che l'anno scorso si è fatto l'Italia da sud a nord. Che ti parla di Delfi con gli occhi sognanti e tu non puoi far altro che amare immensamente Delfi.
Ma se lanciassi una petizione per far collaborare lui e Alberto Angela?
Che dite, mi seguireste?
Troppe ovaie esploderebbero dite?
Possibile... ma ne varrebbe la pena.
Insomma, lui è capace di farmi momentaneamente scordare la brutta discussione di ieri.
Mai stata così attenta a lezione. MAI.
Due ore però passano troppo in fretta, sono ancora lì che svolazzo fuori dall'aula quando SBAM mi ritrovo il lord davanti. Avevo scordato che hanno lezione lì dopo di noi.
"9.30 stasera?" "Si si, allora vado subito in biblio a scrivere l'essay"
La mia compagna di avventure deve aver subodorato qualcosa, perché arrivate al caffè della biblioteca fa LA domanda
"Maaa... tutto bene?"
"Mmm..."
"Mmm che?"
E allora niente, momento di sfogo, e di scazzo, e di "Ma porca troia ti pare normale?" con un'alternanza di teste che scuotono e facepalm.
Almeno stasera mi fa i pancake, deve farsi perdonare.
Giusto così, sentiti in colpa.
Mi sono calmata. Facciamo che andiamo a studiare va.
Ah, ma non vi ho raccontato l'aneddoto sul mio primo incontro con Michael Scott, avvenuto qualche tempo prima!
Premetto che quando hanno annunciato che sarei andata a Warwick, la prima cosa che mia madre ha strillato, da vera fangirl, è stata "MA ALLORA FARAI UN CORSO CON MICHEAL SCOTT, VERO?".
Debolezze di famiglia.
Si dà il caso che il primo essay abbia dovuto scriverlo per il suo corso. Non sapevo da che parte girarmi, e mia madre "Beh, vai a chiedere a LUI". Eh, easy peasy, no?
Ma dopo giorni di scervellamento, decido che forse è il caso di andare a chiedere aiuto. E allora prendo coraggio e "Dai Ali, vai che poi mi racconti com'è!"
'Na parola.
Dipartimento di Classics, ci siamo. Sono tesissima, ho caldo, mentre furtivamente giro per il corridoio, leggendo porta dopo porta i nomi, fino a quando
"Dr. Michael Scott"
Porcoggiuda. Ma se rinuncio ora è lo stesso? Nel senso, posso cavarmela?
Respiro...
Busso.
Niente.
"Vabbè oh ci ho provato ciaone"
Ma poi penso ad Alberto Angela che si vergogna di come codardamente io abbia rinunciato a cotanto incontro.
Ma non voglio bussare ancora. Magari è impegnato e non può e se lo disturbo mi odierà e non potrei mai sopportare un tale peso...
Quindi che fare?
Mi aggiro lì come un'anima in pena finchè non arriva una professoressa piuttosto giovane, a cui chiedo se per caso sa dove potrebbe essere.
Bussa anche lei, ma niente. "Eppure sono sicura che ci sia. Resta qui, magari è uscito un attimo"
Rimango lì davanti come un'idiota ancora una decina di minuti, nel mentre per la tensione ho bruciato anche quella torta alla panna che mi era rimasta sullo stomaco dal decimo compleanno di quell'amichetto che chissà che fine ha fatto...
Ritentiamo. Magari sarò più fortunata.
Respiro profondo, chi è di scena, mi avvicino, alzo il pugno, lo abbasso per bussare e APRE LA PORTA DI SCATTO ritrovandosi una studentessa probabilmente multicolor, con il pugno alzato e gli occhi sbarrati.
In una frazione di secondo penso a cosa fare, cosa dire, qual è la via di fuga più vicina...
sorride. Un sorriso ampio e luminoso.
Occhi azzurri.
Altissimo.
Quasi quasi svengo.
Mi chiede se avevo bisogno di qualcosa.
RAGAZZE (no discriminazione, anche RAGAZZI)!
Voce uguale a Tom Hiddleston.
Stesso timbro, stessa cadenza. Identica.
"Non fare l'idiota!" mi dico.
E allora gli spiego la mia situazione, che sono Erasmus e che in Italia funziona diversamente, da dove potrei cominciare ecc ecc.
E lui "Prego, accomodati, potresti fare così e prendere questo libro, e poi in biblioteca hanno anche questo mio libro che potresti prendere..." (E CERTO CHE LO PRENDO CHE SCHERZIAMO?)
E niente, una meraviglia, esco di lì sognante, leggera e "Cate, dai che ci andiamo a prendere qualcosa e ti racconto..."
With love,
A.
Come sempre, si alza per primo e mette su Ain't no sunshine per farmi svegliare mentre lui è sotto la doccia. Sto ancora un po' stesa a guardare il soffitto "Magari è stata la stanchezza a fargli dire quello che ha detto... magari è stata la stanchezza a farci discutere... magari..."
Così comincio a curiosare nella sua stanza, e mi rendo conto che è assolutamente e terribilmente in ordine... nel senso, non che non me ne fossi accorta, ma qui era QUASI un ordine militare: cassetti e armadio perfetti, poco ci mancava che fossero in ordine di colore, quaderni e libri sulle mensole invece lo erano: una materia, un colore, dal più chiaro al più scuro, in ordine di altezza. Scrivania vuota, il mac e il planner appeso alla bacheca.
Mi sporgo per controllare che non abbia messo anche me sul calendario, sai che bello?
"Martedì h 10-16, lezione
Martedì h 18, arrampicata
Martedì h 21.30, Alice"
Ma no, a quel punto non è ancora arrivato. Ancora.
"Ti sei alzata!" com'è che è tutto allegro ora? "Vado a prepararti la colazione"
E se ne va.
Lo raggiungo 10 minuti dopo, il caffè è quasi pronto, le uova stanno friggendo, il succo, i toast e la Nutella sono già sulla tavola, perfettamente apparecchiata. Tutta questa perfezione comincia a stordirmi... magari ho solo bisogno di caffeina.
Lui raggiante come se niente fosse... va a vedere che quella strana sono io...
Guardo l'orologio SHIT! Devo muovermi, tornare a casa a prendere lo zaino e andare a lezione!
Ah, meglio scrivere a Cate, ricordarle che oggi è il grande giorno, perché sarà LUI a fare lezione. Non possiamo permetterci di arrivare in ritardo, dobbiamo guadagnarci posti in prima fila.
Lava i piatti di corsa, corri a prendere la tua roba, "Buona lezione, stasera pancake?", "Si, devo correre, a stasera". E si corre. Bussa da Caterina "Pronta? Dai! Io vado a prendere le mie cose".
Prendi, e corri di nuovo per il campus.
Per favore per favore per favore per favore... passa accanto all'Arts Centre, catapultati per la discesa, passa davanti la biblioteca, e fiondati nel dipartimento di chimica.
Si, nel dipartimento di chimica hanno aule enormi, quindi le lezioni estremamente affollate le fanno lì.
Anche letteratura greca.
Arrivi fuori dall'aula, in anticipo, e senza quasi nessuno in attesa.
Appena si aprono i battenti, i posti in prima fila sono i nostri.
Trepidanti, cominciamo a blaterare blaterare, ancora non le racconto di ieri, quello lo farò dopo, davanti a una tazza di cioccolata fumante.
C'è un gran vociare in aula, dove su circa 250 saremmo 225 ragazze, come minimo. E tutte continuiamo a girarci, a sussurrare, a parlare, "Quando arriva? Quando arriva?"
Di colpo, cala il silenzio, e LUI fa la sua entrata.
Sono piuttosto convinta che al suo apparire ci sia stato un sospiro sognante generale.
Perché?
Perché il professore responsabile di pressoché tutto il dipartimento di Lettere Classiche di Warwick (che non a caso è uno dei migliori del Regno Unito), è la versione British del nostro Alberto Angela:
Michael Scott.
Michael Scott, che a lezione c'è e non c'è perché è spesso in viaggio per girare i suoi documentari con la BBC. Che l'anno scorso si è fatto l'Italia da sud a nord. Che ti parla di Delfi con gli occhi sognanti e tu non puoi far altro che amare immensamente Delfi.
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| In tutto il suo splendore |
Ma se lanciassi una petizione per far collaborare lui e Alberto Angela?
Che dite, mi seguireste?
Troppe ovaie esploderebbero dite?
Possibile... ma ne varrebbe la pena.
Insomma, lui è capace di farmi momentaneamente scordare la brutta discussione di ieri.
Mai stata così attenta a lezione. MAI.
Due ore però passano troppo in fretta, sono ancora lì che svolazzo fuori dall'aula quando SBAM mi ritrovo il lord davanti. Avevo scordato che hanno lezione lì dopo di noi.
"9.30 stasera?" "Si si, allora vado subito in biblio a scrivere l'essay"
La mia compagna di avventure deve aver subodorato qualcosa, perché arrivate al caffè della biblioteca fa LA domanda
"Maaa... tutto bene?"
"Mmm..."
"Mmm che?"
E allora niente, momento di sfogo, e di scazzo, e di "Ma porca troia ti pare normale?" con un'alternanza di teste che scuotono e facepalm.
Almeno stasera mi fa i pancake, deve farsi perdonare.
Giusto così, sentiti in colpa.
Mi sono calmata. Facciamo che andiamo a studiare va.
Ah, ma non vi ho raccontato l'aneddoto sul mio primo incontro con Michael Scott, avvenuto qualche tempo prima!
Premetto che quando hanno annunciato che sarei andata a Warwick, la prima cosa che mia madre ha strillato, da vera fangirl, è stata "MA ALLORA FARAI UN CORSO CON MICHEAL SCOTT, VERO?".
Debolezze di famiglia.
Si dà il caso che il primo essay abbia dovuto scriverlo per il suo corso. Non sapevo da che parte girarmi, e mia madre "Beh, vai a chiedere a LUI". Eh, easy peasy, no?
Ma dopo giorni di scervellamento, decido che forse è il caso di andare a chiedere aiuto. E allora prendo coraggio e "Dai Ali, vai che poi mi racconti com'è!"
'Na parola.
Dipartimento di Classics, ci siamo. Sono tesissima, ho caldo, mentre furtivamente giro per il corridoio, leggendo porta dopo porta i nomi, fino a quando
"Dr. Michael Scott"
Porcoggiuda. Ma se rinuncio ora è lo stesso? Nel senso, posso cavarmela?
Respiro...
Busso.
Niente.
"Vabbè oh ci ho provato ciaone"
Ma poi penso ad Alberto Angela che si vergogna di come codardamente io abbia rinunciato a cotanto incontro.
Ma non voglio bussare ancora. Magari è impegnato e non può e se lo disturbo mi odierà e non potrei mai sopportare un tale peso...
Quindi che fare?
Mi aggiro lì come un'anima in pena finchè non arriva una professoressa piuttosto giovane, a cui chiedo se per caso sa dove potrebbe essere.
Bussa anche lei, ma niente. "Eppure sono sicura che ci sia. Resta qui, magari è uscito un attimo"
Rimango lì davanti come un'idiota ancora una decina di minuti, nel mentre per la tensione ho bruciato anche quella torta alla panna che mi era rimasta sullo stomaco dal decimo compleanno di quell'amichetto che chissà che fine ha fatto...
Ritentiamo. Magari sarò più fortunata.
Respiro profondo, chi è di scena, mi avvicino, alzo il pugno, lo abbasso per bussare e APRE LA PORTA DI SCATTO ritrovandosi una studentessa probabilmente multicolor, con il pugno alzato e gli occhi sbarrati.
In una frazione di secondo penso a cosa fare, cosa dire, qual è la via di fuga più vicina...
sorride. Un sorriso ampio e luminoso.
Occhi azzurri.
Altissimo.
Quasi quasi svengo.
Mi chiede se avevo bisogno di qualcosa.
RAGAZZE (no discriminazione, anche RAGAZZI)!
Voce uguale a Tom Hiddleston.
Stesso timbro, stessa cadenza. Identica.
"Non fare l'idiota!" mi dico.
E allora gli spiego la mia situazione, che sono Erasmus e che in Italia funziona diversamente, da dove potrei cominciare ecc ecc.
E lui "Prego, accomodati, potresti fare così e prendere questo libro, e poi in biblioteca hanno anche questo mio libro che potresti prendere..." (E CERTO CHE LO PRENDO CHE SCHERZIAMO?)
E niente, una meraviglia, esco di lì sognante, leggera e "Cate, dai che ci andiamo a prendere qualcosa e ti racconto..."
With love,
A.

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