"To the bone". Lo sminuimento dei disturbi alimentari e l'incapacità di analisi della critica.
Ammetto di aver perso la vena e l'ispirazione, abbandonando ogni buon proposito di scrivere in modo continuativo, ma nessuna delle idee che facevano capolino arrivava a convincermi. Poi è arrivato l'anno nuovo, e con quello il coraggio di vedere To the bone (Fino all'osso) , un film che ho volutamente ignorato per mesi. Principalmente, l'avevo escluso dalla lista per due motivi: 1) ero terrorizzata che avrebbe romanticizzato una realtà che di romantico e simil-decadente non ha nulla. 2) che non l'avrebbe fatto e avrebbe mostrato le cose nella maniera più veritiera possibile. E trattandosi di una realtà vissuta in prima persona, rifuggivo da entrambi. Fino a quando una sera, indecisa su cosa guardare, Netflix ha deciso che metterlo nella lista dei consigliati fosse una buona mossa: ho tentennato per un po', play/stop, play...stop... " Sono sicura di voler affrontare l'argomento? Sono pronta? " No. " Potrebbe farmi venire di nuovo stra...