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Visualizzazione dei post da 2016

RicostruiAMOci

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Si si, OrientiAMOci, RicostruiAMOci, ma ehi, come ho detto, l'Erasmus è peace and love... più love che peace, quindi... Orsù, andiamo a incominciare: ricostruirsi, è questo che fai all'inizio. Una vita da zero, nessuno (o quasi) ti conosce, quindi se tanto le persone ti devono giudicare, tanto vale essere te stesso. Giusto? Ecco. Quindi che fa la nostra eroina? Beh, diciamo che ha già fatto gran parte del lavoro nei primi tre giorni 1) si è presa la sbandata colossale 2) si è mostrata la nerd che è, comprando un maglione di Grifondoro come primo acquisto, e andandoci pure in giro con il lord alla sports fair (fermata anche da un tizio che le mostra i calzini di Hogwarts, la bellezza) Arriva la domenica. Tutti i tuoi coinquilini sono arrivati, un gruppo eterogeneo che più eterogeneo non si può, abbiamo la Malesia, la Turchia, Cipro, la Danimarca, l'Inghilterra, il Pakistan e l'Italia. Un crogiolo di ateismo, religioni diverse e diversi orientamenti sessuali. E fidat...

OrientiAMOci

Lo ammetto, prima di partire ero sinceramente e ingenuamente convinta che avrei scritto i capitoli volta per volta durante l'Erasmus. Ad oggi, quasi un anno è passato, gli esami finiti, la tesi (incrociando le dita) conclusa, e la laurea il mese prossimo. Quindi posso ripensare a tutto quello che è successo a mente un po' più lucida, tirando un po' di somme, passo dopo passo. 29 settembre 2015 aka "Non faccio in tempo a iniziare l'Erasmus che già mi prendo un'imbarcata" Si, esatto. Una enorme, COLOSSALE, imbarcata. Così, subito. Cioè, subito no. All'inizio è solo un gran casino: molla i bagagli di là, fai la fila di qua, prendi le chiavi di casa, e la tessera e su e giù, riprendi i bagagli e perditi per cercare casa. Nel mentre ti guardi in giro e cominci a etichettare con la tua fedele compagna di avventure (cercare catsrambling su Instagram) tutte le persone che ti stanno intorno. Gli One Direction francesi (senza Zayn): faccette da bim...

Diario di una ragazza problematica. Capitolo 5: Troppe, troppe strade.

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Paura. Non c'è un altro modo per descrivere questa morsa allo stomaco, questo peso che mi fa respirare a fatica. Le lacrime sono sempre lì, pronte a uscire a ogni piè sospinto, a ogni parola mal pesata o non pensata. A ogni vago accenno alla questione. "Non metterti tutto davanti. Impazzisci." "Ma io voglio finire gli esami quest'estate, così mi rimane solo la tesi e...." "Fai come credi" E infatti sto uscendo di testa: tedesco, inglese, economia, tesi, diritto... sto confondendo tutto... le richieste di ammissione ai master... Il master. Era tutto così chiaro e definito fino a un mese fa: finire con la sessione estiva, tesi, laurea quest'inverno, e intanto pregare che mi prendano per uno dei master in Inghilterra che m'interessano. Ordinato. Pianificato. Ora non lo so più, non so più niente, la realtà mi ha investita come un treno in corsa: a studiare tutto insieme faccio le cose male, con l'Erasmus ho perso una sessione e r...

Io viaggio da sola. Parte 2: Stoccolma

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Ci siamo. Questa seconda parte di "Io viaggio da sola" è la più importante. Mentre tornavo in campus mi sono trovata a riflettere sui miei tre giorni a Stoccolma, e non solo su cosa ho visto e chi ho conosciuto, ma cosa cercavo, come sono cambiata fra la partenza e il ritorno e perché sono partita.  Partiamo dall'ultima domanda. Di risposte ne ho più di una: la prima e più semplice è che ho sempre proposto ai miei di andare nei paesi scandinavi, ma la proposta non è mai stata accolta. La seconda è perché volevo viaggiare e vedere posti nuovi finché sono in Erasmus e ho la possibilità di andare a Londra ed essere collegata a tutti i paesi. La terza è più difficile: quando ho prenotato i voli è stata una decisione sul momento mentre ero a casa per Natale: li ho visti e li ho presi. Sono poi andata dai miei annunciando "Ho preso i voli per Stoccolma". Non hanno fatto storie, non hanno detto nulla al riguardo se non "Guarda che non puoi scappare dai tuoi proble...

Io viaggio da sola. Parte 1: Cardiff

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Non sto seguendo una linea temporale per questo mio blog, lo so. Ma sono appena tornata da tre magnifici giorni a Stoccolma, e tornando a casa mi sono trovata a riflettere su che cosa mi porta a viaggiare da sola e cosa cerco quando lo faccio. Ma con ordine! (O quasi). Prima di parlare di Stoccolma, parliamo di Cardiff. Le vacanze di natale erano iniziate da qualche giorno, il campus si era svuotato e io ero appena tornata da due giorni a Nottingham. Avevo vissuto per tre mesi a stretto contatto con altre 11 persone a casa e con tantissime altre all'Università, e in quel momento sembrava di vivere in una città fantasma. Ero combattuta fra la noia e il voler stare con amici e lo stare con me stessa in un posto dove non mi sarei annoiata, anche se da sola. Ha vinto la seconda. Erano quasi le nove di sera e nel giro di cinque minuti ho prenotato corriera e ostello a Cardiff. Perchè? Ragioni multiple: bus e ostello costavano poco, era da tempo che volevo andare in Galles, Doc...

Un passo indietro: La scoperta

Londra, stazione della metro di Wood Green. È inizio aprile ma fa caldo, fa dannatamente caldo. “E pensare che a Liverpool fa ancora freddo… Ha un microclima tutto suo questa città” C’è da ammettere che girare per la città con due borsoni complica le cose, e se aggiungiamo un viaggio in corriera di circa sei ore, non c’è da stupirsi se qualcuno ti guarda con compatimento “Non guardatemi in faccia, non guardatemi faccia… No, non sto facendo il palo, sto aspettando che un’amica mi venga a prendere…” Non fraintendetemi, amo questa città, ci torno ogni volta che posso, ma la condizione attuale non è delle migliori, se poi stai aspettando da giorni che la tua università pubblichi l’elenco delle mete Erasmus assegnate… “Figurati se non lo pubblicano in ritardo… Oh, Whatsapp” È il gruppo di amiche dell’Uni: “Ragazze, hanno pubblicato l’elenco!” CRISTO! Penso che anche la ragazza con la cresta arancione dall’altra parte della strada mi abbia sentita, pazienza. Il cuore comincia ...