Un passo indietro: La scoperta

Londra, stazione della metro di Wood Green. È inizio aprile ma fa caldo, fa dannatamente caldo.
“E pensare che a Liverpool fa ancora freddo… Ha un microclima tutto suo questa città”
C’è da ammettere che girare per la città con due borsoni complica le cose, e se aggiungiamo un viaggio in corriera di circa sei ore, non c’è da stupirsi se qualcuno ti guarda con compatimento “Non guardatemi in faccia, non guardatemi faccia… No, non sto facendo il palo, sto aspettando che un’amica mi venga a prendere…”
Non fraintendetemi, amo questa città, ci torno ogni volta che posso, ma la condizione attuale non è delle migliori, se poi stai aspettando da giorni che la tua università pubblichi l’elenco delle mete Erasmus assegnate… “Figurati se non lo pubblicano in ritardo… Oh, Whatsapp”
È il gruppo di amiche dell’Uni: “Ragazze, hanno pubblicato l’elenco!”
CRISTO!
Penso che anche la ragazza con la cresta arancione dall’altra parte della strada mi abbia sentita, pazienza.
Il cuore comincia a battere forte, le mani tremano un po’ e cominciando a pregare in turcomanno, vado sul sito e ringrazio il cielo che il Regno Unito sia un Paese civilizzato in cui esiste il Wi-Fi gratis in città. Funzionante.
Impossibile aprire il documento.
“Cazzo! Ragazze per favore, ho il telefono stupido, mi dite dove sono finita?”
Intanto penso “Non la Germania, non la Germania…” e capisci alla perfezione come si dev’essere sentito Harry allo Smistamento. Non che abbia qualcosa contro la Germania eh! È che non mi sento in grado di affrontare un’università in tedesco, ecco… Nessuna risposta dalle mie amiche… Documento aperto! “Scorri… scorri… Economia, Scienze Politiche, Lettere, LINGUE!! Oddio… Oddio eccomi… coraggio… University of Warwick… SI! Si accidenti!”. Con me ci sarà anche una di loro.
Comincio a ridere, è una risata nervosa ma sono felice, così felice che con il riso scendono due lacrime “Ragazze, Warwick! Vado a Warwick! Cate, siamo insieme!” Anche le altre sono felici, andremo tutte dove speravamo.
La giornata ha preso un’altra piega, i bagagli non pesano più, la stanchezza non la sento e le occhiate non le noto. Fra pochi mesi tornerò qui, tanto basta a ripagarmi di tutte le lacrime che ho versato sui libri. Si, perché questa facoltà non era quello che volevo fare, ma vuoi una cosa, vuoi un’altra, ho deciso di iscrivermi a Traduzione, e solo perché sapevo che metà dell’ultimo anno l’avrei passato all’estero.
University of Warwick, aspettami.
La mia amica è arrivata a recuperarmi, le dò subito la notizia.
“Che figata! Sono contenta per te, l’Erasmus è un’esperienza unica e meravigliosa. Auguri comunque per la burocrazia…”

Ah… A questo non avevo pensato…

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