RicostruiAMOci

Si si, OrientiAMOci, RicostruiAMOci, ma ehi, come ho detto, l'Erasmus è peace and love... più love che peace, quindi...
Orsù, andiamo a incominciare: ricostruirsi, è questo che fai all'inizio. Una vita da zero, nessuno (o quasi) ti conosce, quindi se tanto le persone ti devono giudicare, tanto vale essere te stesso. Giusto? Ecco.
Quindi che fa la nostra eroina? Beh, diciamo che ha già fatto gran parte del lavoro nei primi tre giorni 1) si è presa la sbandata colossale
2) si è mostrata la nerd che è, comprando un maglione di Grifondoro come primo acquisto, e andandoci pure in giro con il lord alla sports fair (fermata anche da un tizio che le mostra i calzini di Hogwarts, la bellezza)

Arriva la domenica. Tutti i tuoi coinquilini sono arrivati, un gruppo eterogeneo che più eterogeneo non si può, abbiamo la Malesia, la Turchia, Cipro, la Danimarca, l'Inghilterra, il Pakistan e l'Italia. Un crogiolo di ateismo, religioni diverse e diversi orientamenti sessuali. E fidatevi, abbiamo vissuto tutti insieme con la massima serenità. Prima grande adunata in sala comune (ODDIO FA TANTO HOGWARTS), si fa il gruppo di WhatsApp (naturalmente) e vedi di farti un'idea delle persone con cui vivrai.
Cominciamo con quelli che ho subito preso per il loro opposto.
Il londinese indie biondissimo, alto, che sembra ancora imberbe, per esempio. Con i suoi occhioni blu, pensi subito a un Cicciobello, e ti fa tenerezza "sarà un cucciolino". SBAGLIATO! Non ci sarà nessuno più scapestrato di lui in casa! Il nostro wild Lewis. Colui che beve come una spugna ma non ha mai rimesso (o così dice) e ha così vinto tutte le Chunder chart. Colui che ha provato tutto, in ogni senso, e ha viaggiato mesi nel sud-est asiatico. E ha due anni meno di me. Insomma, già ti senti inutile, vero?
Bene.
Abbiamo poi Jin e Ram. Malesia. Pensi che saranno serissimi, studiosissimi, silenziosissimi... studiosi, si. Ma penso di non aver mai visto due persone tanto sbronze e tanto allegre come loro due. Anche qui, mi sono fatta fregare dai tratti orientali.
Abbiamo poi il ragazzo di Birmingham, Shez, con l'aria seria, un po' un poser,  sembra ritroso. SBAM! ALTRO PALO DRITTO IN FACCIA! Se hai bisogno di rilassarti con un po' d'erba, lui ce l'ha. E per i suoi coinquilini, è gratis. LO VORRESTE UN COINQUILINO COSÌ! AH! Solo che ogni tanto è troppo forte, e tu ti ritrovi accasciata sulla sedia in camera a pensare che non ti muoverai più nella tua vita, il tuo cervello sta provando in tutti i modi, ma impulsi 0.
"La prossima volta gli dico no". Balle.
La prossima volta ci sarà, ma ora te la racconti perché ti senti una merda.
E poi lui non fa altro che offrire...
Alex, piccino, tranquillo, timido, all'inizio non lo capivo (sarà l'accento di Newcastle). Ma sulla fronte avrei dovuto applicare un adesivo con scritto "DELICATO. NON VERSARCI ALCOOL. NON REGGE". Non so quante volte l'abbiamo messo a letto. Intanto però, era il nostro fotografo ufficiale, nonché cameraman, e colui che ci prestò la sua gopro per i video del mio Farewell party.
Ultima, Elspeth, la calma, educata, avida lettrice Elspeth, che vuole diventare scrittrice. Penso che sarà l'angioletto del gruppo. E INVECE NO! Dopo qualche bicchiere diventa una bomba a orologeria di sarcasmo e autoironia che vi consiglio di scansarvi, o vi becca in pieno. Ah, e non mettete Work di Rihanna o All night long di Lionel Richie, perché la perderete. Può eventualmente usare un linguaggio forbito come uno scaricatore di porto, con la giusta dose di alcool.
E poi ci sono quelli che hai inquadrato subito.
Rossa. Danese e inglese. Briosa. Nel giro di tre mesi ha avuto tutte le posizioni che le pareva nelle society e nel sindacato degli studenti. La mia Sophie prima o poi sarà segretaria generale dell'ONU e voi non potrete farci nulla, mentre io sarò lì con gli striscioni a fare il tifo.
Gokcen, cresciuta a Londra ma nata a Cipro. Un metro e quaranta di carisma e allegria. Uno spettacolo, piccina e tostissima, non ci vorrei mai litigare. Potrei finire male.
E poi abbiamo Bayman, dalla Turchia, calmo e pacato, rimarrà solo un trimestre e verrà sostituito da Nicole, cilena, che porta con se tutto l'allegria (e l'alcool) del suo Paese.
Finendo poi con i calmi e schivi Ama e Amir, anche loro dalla Malesia.
Ecco. Le presentazioni sono fatte.
Questa è la mia famiglia.
Whitefields 15.
Dopo essermi fatta le prime (sbagliate) impressioni, decido di fare la mia parte.
"Ragazzi, dobbiamo conoscerci bene e legare tutti. Quindi una di queste sere si cena tutti insieme. Cucino io"
La mia parte è l'italiana. La sorella maggiore, italiana. (così sono stata chiamata più volte)

Ed ecco la prima Italian night. Chiaramente, manca qualcuno, ma tutti in cucina non ci stavamo.
















E così comincia l'effettiva storia di Alice, che mattoncino dopo mattoncino costruisce tutto il suo reticolo di amicizie.
Da un lato, i coinquilini. Poi la mia compagna di avventure e gli altri Erasmus (con parte dei quali ci soprannomineremo Italian Squad. Giustamente composta da tre italiane, Seb il tedesco-australiano e Joyce, di Hong Kong). I coinquilini della mia compagna di avventure (ragazzi, WILD!! WIIIIILD vi dico! Anche la loro casa era una giungla. Ma tanto divertenti. Per non parlare di quando tirarono fuori Cards Against Humanity), e tanti vicini di casa. E, side street, il mio lord e il suo gruppo. Anche se poche volte sono riuscita a mescolare questi ultimi con gli altri.

Alice e "ommioddio è tutto così bello, così roseo, così... così..."
Lezioni appena iniziate. Sono sconvolta. Dire che si fanno poche ore è un eufemismo. Massimo massimo un corso ha 3 ore a settimana. Alla faccia della libertà. Erasmus e non Erasmus se la prendono con comodo. Poche lezioni, readings? Quali readings? Nah, le facciamo la notte, tanto che vuoi che siano? Essay? Pfff, c'è tempo.
E così ti dai all'alcool. Al biliardo. Alle feste. Oddio, detta così sembra quasi negativa. INSOMMA, BAGORDI A NON FINIRE.
E con il mio lord? A gonfie vele! Felici, allegri, contenti, senza pensieri, la tua vita sarà... non so chi dei due abbia vissuto di più dall'altro... forse io, in casa sua c'era meno gente, la cucina è più grande, possiamo cucinare di più.
Si, esatto, una delle prime sere ci siamo messi a cucinare le lasagne, ascoltando audio di racconti di Poe, ma soprattutto tantissima musica. Perché secondo voi, un lord non ha una conoscenza quasi completa della musica, dalla classica all'elettronica? E secondo voi non suona il pianoforte? E secondo voi non sa cucinare? E niente, finisce che i suoi coinquilini arrivano, ci guardano strani mentre ascoltiamo cose, provano a entrare nella discussione, poi rinunciano e si portano via la cena perché "Meh, lasciamoli soli sti due. Già sono qui che giocano alla coppietta felice che si passa gli ingredienti"
E intanto mi racconta del Sud America, dell'Everest, dell'Africa... E io ascolto, sognante.
Si, era proprio così all'inizio. Una splendida, leggera bolla di sapone. E non è che andando avanti sia diventata meno splendida. Solo, meno leggera.
Ma non affrettiamo il racconto, noi stiamo ancora mescolando il ragù!
Mentre Alice si bea di questa situazione quasi irreale, naturalmente va avanti anche con tutti gli altri amici, e così arriva la prima festa con i coinquilini, anzi, è la festa delle accommodation di Whitefields e Rootes, l'Alphabet party. Noi di Whitefields dobbiamo vestirci da qualcosa che inizi con "W".

Vi presento così i Whitefields' Warriors
















La festa? Boh, direi che è andata bene... I miei ricordi sono offuscati. Abbiamo strafatto ai predrinks, ci siamo ridotti una bellezza e tutti intruppati, bevuti e beventi, ci siamo diretti alle Copper Rooms ma ehi, io ho una bottiglia di birra ancora chiusa! Devo berla prima di entrare! No problem, un santissimo ragazzo in toga la apre, io la scolo mentre Shez butta giù la sua ed entriamo. Raggiungiamo gli altri e poi... incontro Cate, la mia compagna di avventure, con i suoi flats... e poi... poi è tutto musica, luce blu, balli matti con i miei coinquilini, Lewis mi prende in braccio. Uno scolarsi di shots di Jägerbombs senza pari... Sicuramente siamo poi tornati a casa.
Ma di una cosa sono certa.
Non credo che qualcuno sia andato a lezione il giorno dopo.

E qui, una di quelle rare volte in cui sono riuscita a unire più o meno tutti. La seconda Italian night.
Ormai gran parte delle persone ve le ho presentate.
Provate a riconoscerle.


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